Mezzi flop, inutili hype.
A cinque giorni dall’evento Apple del 27 gennaio in rete “impazzano” (erano mesi che cercavo il modo di scrivere ’sto verbo, finalmente è arrivato e posso riprendere a postare) le previsioni, i rumor rispetto al possibile annuncio del Tablet Apple, sul quale c’è evidentemente stata la più grossa fuga di notizie che Apple ricordi da quando è nata, o giù di lì.
È assolutamente, infatti, nei binari della tradizione Apple il mantenere la massima riservatezza rispetto ai piani e alle uscite future, per poi stupire il pubblico con i propri prodotti. Jobs stesso ha espresso chiaramente durante un recente keynote il fastidio per una fuga di notizie dovuta all’uscita di un accessorio (mi pare per un iPod nano) prima dell’uscita del prodotto stesso. Non so se quella azienda possa esporre ancora il marchio ufficiale “made for iPod” sui suoi prodotti.
La distorsione è tale che, al termine di una presentazione ufficiale, esistono frotte di consumatori delusi poiché “visti i rumor” si aspettavano funzionalità attesissime benché fuori dalle linee guida di Apple.
Ad oggi, quindi, tutti sanno tutto di questo nella realtà ancora fantomatico tablet, iTablet, iSlate, iPad o quel che è. Non solo, alcuni evidentemente si trovano ad averlo anche già testato in profondità, e addirittura bocciato.
Mi ha stupito decisamente, infatti, questo post da parte di ben più famoso blogger più che esperto, che in quattro e quattr’otto ha ritenuto fosse normale bocciare un prodotto non solo non ancora uscito, ma del quale non si conoscono nemmeno specifiche e potenzialità. A dirla tutta, effettivamente, non sappiamo nemmeno se detto prodotto uscirà dall’iperuranio di chi quotidianamente si esercita nel wishful thinking, ipotizzando e concretizzando funzionalità essenziali solo per le sue strettissime esigenze (e qui mi riferisco alla pletora di blog su iPhone & co. che, evidentemente giovani, non conoscono sufficientemente lo storico Apple per fare delle previsioni efficaci sulla presentazione dei prodotti, esercizio comunque divertente e che ci trova tutti molto disponibili, in termini di chiacchera da bar).
Proprio ieri, in riunione a Torino con un’azienda piuttosto importante di sviluppo di applicazioni per iPhone si ricordava quando, prima della presentazione appunto di iPhone, il mantra fosse: “che cosa me ne faccio di un iPod che telefona”, e guardando oggi le conseguenze di quel lancio, ammesso di riuscire a vederle tutte, riusciamo con fatica a renderci conto delle conseguenze di quel prodotto, su quel mercato. Non dico che il fantomatico Tablet Apple otterrà lo stesso successo, o sarà altrettanto rivoluzionario. Quel che so è che non è il caso di lanciarsi in analisi approfondite basate sul nulla per bocciare prematuramente un prodotto, o giudicarlo un mezzo flop.
Chi segue Apple da per lo meno una decina d’anni, sa benissimo cosa può aspettarsi mercoledì da quest’azienda, e l’unica sicurezza che ha è che al termine del keynote presumibilmente si renderà conto di essere al 27 del mese, e percepirà chiaro il pericolo di questa condizione.


