Dinamiche di produzione e di PMI
Diciamo pure una cosa: noi imprenditori una cosa come questa dovremmo fare di tutto per ottenerla.
E diciamone un’altra: noi giovani imprenditori, e magari piccoli imprenditori, dovremmo prendere e partire per quella fabbrica lì e andare a studiare come funziona, e come possiamo replicare lo stesso modello nelle nostre aziende.
Il punto è che migliorare la qualità della vita e del lavoro delle persone che lavorano con noi e per noi è un obiettivo importante all’interno di un’azienda.
Inoltre un’impresa che è capace di organizzare la produzione in questo modo così flessibile e al contempo così esatto, ha sicuramente affrontato una razionalizzazione del ciclo produttivo che ha certamente portato ad una riduzione dei costi di produzione. Per cui la differenza la vedi anche nel portafoglio.
La questione relativa all’orario di lavoro – e parlo più che altro per le piccole e medie imprese – è decisamente annosa. Nelle imprese in cui l’imprenditore è a stretto contatto con il dipendente, infatti, la tendenza è quella di portare lo stesso impegno per l’azienda “del capo” anche ai dipendenti, poiché vi è aderenza e spesso anche tale complicità che si confondono i ruoli.
La realtà è che le piccole e medie imprese sono ad oggi un vero e proprio far west per quanto riguarda i diritti dei lavoratori. È ovvio che non sia possibile estendere la medesima normativa di garanzia per i diritti dei lavoratori delle grandi imprese anche alle PMI, ma è altrettanto ovvio che non è affatto possibile che esistano aziende in cui il carico di lavoro e l’organizzazione della produzione è talmente superficiale e malfatta da avere dipendenti che entrano alle 9 ed escono alle 20.
Gli straordinari, ovviamente, non sono pagati.
Avere un dipendente in grado di non doversi prendere permessi, malattie, ferie, per mandare avanti la vita di tutti i giorni, quella al di fuori dalle mura del proprio ufficio, significa avere un dipendente più felice di produrre. Avere una gestione dell’azienda che preveda veri tempi di produzione e premi di produzione per i momenti di grande carico, significa avvicinare i meccanismi aziendali ai dipendenti, cercare di tenere in considerazione anche il loro spirito aziendale nei processi produttivi.
Certo, costa lavoro, e attenzione.
Ma dire che X costa 100 perché lo produco in, poniamo, 10 giorni, quando in realtà ce ne vorrebbero 15, tanto le risorse lavorano 10 ore al giorno invece di 8 e io comunque non pago gli straordinari (che in tantissime aziende semplicemente non esistono) e nessuno apre bocca (tanto non c’è rappresentanza sindacale, e anche se ci fosse lasciamo perdere) è un meccanismo perverso, che porta a pochissima crescita dei dipendenti all’interno dell’azienda e, soprattutto, ad odiare il proprio posto di lavoro, soprattutto quando questa pratica si espleta durante tutto l’anno.


